Donna Antonietta, nata Cazzatello nei primissimi anni del Novecento, era figlia di un nobile di Arnesano. Era divenuta moglie di uno dei più importanti uomini di Minervino, tal don Vincenzo Bandello, possidente di terreni nei quali lavoravano centinaia di braccianti nelle campagne coltivate a tabacco. Lei non amò mai colui che si ritrovò a sposare per una promessa fatta alla sorella in fin di vita che le affidava i suoi quattro piccoli figli. I sogni di donna disillusa dalla vita rimasero sigillati in uno scatolo che custodiva gelosamente le lettere dell’uomo che mai più poté amare. Da zia/madre e poi madre a sua volta di quattro figli visse in un palazzo signorile, dai soffitti ricchi di affreschi d’arte.
Per varie vicissitudini scelse, dopo la morte del marito, di vivere in quell’umile dimora che oggi la celebra divenendo tempo e spazio di lei…
Il suo dondolo in vimini, il giardino col piccolo agrumeto e le spezie che tanto curava, la scrivania nella quale riponeva i romanzi Harmony che leggeva e rileggeva quasi a rivivere in ogni storia d’amore raccontata che appagava, forse, quel sogno d’amore mancato… sono lì a parlare di lei.
Sua nipote Stefania, divenuta proprietaria della casa della nonna, con la quale da bambina aveva trascorso il suo tempo a giocare a carte, a farle compagnia, ad ascoltare le sue storie, decide di renderle omaggio ristrutturando la casa e dedicando a lei il suo B&B.
“Donna Antonietta” non è un B & B … E’ una storia che si racconta tra le mura forti e discrete di un’umile dimora, resa roccaforte di vissuti intensi da una nobildonna per origini e virtù. “Donna Antonietta” è uno spaccato tutto salentino… E’ profumo di gelsomino, è frescura di pietra viva, è gusto di vecchi sapori, è arte tra le mani, è contrasto di forti colori, è calore della gente, è sorriso dei passanti, è passione, è casa.
Il giardino, all’epoca di Donna Antonietta, era un piccolo agrumeto con una parte riservata alle piante di prezzemolo e basilico che lei coltivava con cura. Oggi il giardino conserva due degli alberi che lei fece piantare oltre ad avere una rilassante distesa di prato cinta da un muretto a secco tipico delle campagne salentine. Suggestivo la sera con le luci tenui che creano un ambiente surreale tra la luna ed il cielo di stelle.
L’ambiente naturale è un invito a rilassanti letture o riposini pomeridiani sulla chaise longue immersa nel verde, all’ombra del mandarino.
– all’interno di una sala con forti richiami alla pietra leccese, dove la colazione avrà come piano d’appoggio una lastra in vetro a protezione di antica cucina in pietra, alimentata a legna, con accessori in ferro battuto risalente all’ottocento (di cui si non si conosceva l’esistenza) e riportata alla luce durante i lavori di ristrutturazione.
– all’aperto, davanti al prato cintato da muretto a secco, nella zona ricoperta da “chianche” (lastre in pietra leccese usate per pavimentare le vecchie case salentine)
La colazione viene allestita in base alle particolari richieste degli ospiti, senza prescindere, però, dai sapori e dalle fragranze tipicamente salentine.
© Copyright 2021 – Realizzato da 3seizero